Pensieri

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Noi conosciamo non soltanto con la ragione, ma anche con il cuore.

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Il cuore sente che lo spazio ha tre dimensioni e che i numeri sono infiniti; e la ragione poi dimostra che non ci sono due numeri quadrati l’uno dei quali sia il doppio dell’ altro.

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Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce: lo si osserva in mille cose. Io sostengo che il cuore ama naturalmente l’ essere universale, e naturalmente se medesimo, secondo che si volge verso di lui o verso di sĂ©; e che s’indurisce contro l’ uno o contro l’ altro per propria elezione.

Braies Pascal, PENSIERI 

Simulacri

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Non credere che percorrano lo spazio solo i simulacri che emanano dai corpi. Vi sono altre immagini, generate spontaneamente, che si costituiscono da sole nella regione del cielo chiamata atmosfera. Formate in mille modi, si elevano in altezze e non smettono, nella loro corsa, di fondersi, di trasformarsi e di prendere gli aspetti piĂą diversi: come quelle nubi che vediamo talvolta raccogliersi nelle altezze e che, carezzando l’aria col loro volo, alterano la serenitĂ  del cielo. Spesso ci sembra di vedere volare facce di giganti che proiettano la propria ombra lontano, oppure avanzarsi alte montagne, trascinando rocce strappate ai loro fianchi e il cui cammino maschera il sole.

Lucrezio, DE RERUM NATURA, libro IV, 129-140

C’era una volta…

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Quante cose si vorrebbero dire o raccontare e si tengono a bada perché non vadano a compromettere equilibri faticosamente conquistati. Quante volte ricorriamo alla palestra del cuore per imparare gli esercizi del saper vivere, per ridurre al minimo le conseguenze di discorsi buttati lì, senza alcuna attenzione.

Dalle mie parti si diceva:

A lingua non avi ossa

ma rumpi l’ossa.

La lingua non ha ossa, è morbida, innocua, inoffensiva. La lingua, però, è uno strumento del linguaggio e, come tempesta che agita il mare e i rami degli alberi, una frase, una parola possono davvero ferire e, ancora peggio, umiliare, azione feroce su una persona dall’animo sensibile.

C’era una volta…facciamo che sia una fiaba. C’era una volta un uomo forte che al mattino andava presto nei campi e sulla sua strada incontrava un altro uomo che andava a vedere sorgere il sole. Si guardavano, uno con l’aria di chi vuol giudicare, l’ altro, invece, avrebbe voluto accennare appena un sorriso. Mattina dopo mattina, fino a che una volta l’uomo forte non trattenne piĂą la sua indignazione e si rivolse all’altro con asprezza:

-Sei uno che non sa cosa significa lavorare. Sei proprio una nullitĂ  che perde tempo ad andare in giro a quest’ora.-

L’uomo sognatore abbassò gli occhi e non rispose. L’uomo forte raggiunse i suoi campi orgoglioso di sapere il fatto suo. Continuò a infierire la mattina dopo e l’altra ancora, fino a quando non vide piĂą il bersaglio della sua arroganza.

Una notte sognò di incontrarlo tra i rami di un albero cresciuto in mezzo al mare con foglie grandi, piccole e medie. Su ognuna scriveva qualcosa e poi la lasciava scivolare tra le onde. lo vide e lo invitò a sedersi su un ramo. L’uomo forte accettò e prese tra le mani una foglia su cui era scritto: FERMATI. Ne prese un’altra e lesse: RIFLETTI.

Si svegliò che ancora era notte. Si vestì, uscì di casa e si avviò giĂą per quella strada che portava dove il sole si mostrava al suo sorgere. Ancora era buio e la strada era illuminata dalla luna. Lo trovò ad aspettare i primi raggi del sole, seduto su uno scalino di pietra dove nessuno l’avrebbe potuto vedere. Si era sentito schiacciato da certe parole e si nascondeva per non essere ancora colpito. L’uomo forte pensò al suo sogno e si sedette anche lui aspettando che l’alba arrivasse. Capì quanto era stato feroce e assaporò per la prima volta l’emozione del primo raggio di sole.

Leggere il tempo è… “Via Etnea e le Piazze storiche di Catania” nei dipinti di Renzo di Salvatore. Da martedì 11 a venerdì 14 maggio 2021.

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Nel Corridoio dell’Elefante delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero” sui lunghi tavoli del settecento disegnati da Giovan Battista Vaccarini è allestita una suggestiva Mostra “Via Etnea e le Piazze storiche di Catania” che vuole essere un omaggio al grande ed ecclettico artista Renzo Di Salvatore.

Leggere il tempo è… “Via Etnea e le Piazze storiche di Catania” nei dipinti di Renzo di Salvatore. Da martedì 11 a venerdì 14 maggio 2021.

La casa di Efesto

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Vive all’interno del vulcano Etna ed è un dio, figlio di Zeus.

Nella sua fucina, Efesto modella, piega, usa mantici, mette in atto la sua raffinata tecnica. Sa come usare il fuoco, è un maestro nel forgiare oggetti, nel mettere a disposizione la sua arte ingegneristica.

Teti dai piedi d’argento giunse alla casa d’ Efesto

eterna, risplendente, pregiata fra gli immortali,

tutta di bronzo, che s’era fatta lo zoppo con le sue mani.

Lo trovò che girava tra i mantici tutto sudato,

faceva ben venti tripodi,

che stessero in piedi lungo le mura del livellato salone,

ed alla base di ognuno metteva rotelle d’oro,

perché da soli potessero andare al concilio divino

e poi fare ritorno nella sua casa, meraviglia a vedersi.

Omero, ILIADE, libro XVIII, vv.369-377

Brutto, rude, claudicante, genera bellezza, ma è pronto a maledire le sue mani, combattuto tra la pietas per Prometeo che dovrà incatenare a una roccia e il dovere di eseguire gli ordini del padre.

O mani mie sovrane, odiatissime mani

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Prometeo, quanta pena al tuo patire

Eschilo, PROMETEO INCATENATO, v.45-v.66

Vive nelle viscere dell’Etna il dio Efesto e come lui è paurosa e bella, minacciosa e generosa.

L’ eco della tua voce

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Ti vedo

nell’allegria che a volte

mi prende

per un pensiero leggero,

o un cibo saporito

che sa di antico;

nella malinconia

di un tempo che non torna,

di sguardi lontani,

di parole non dette;

nei gesti di un corpo

che mi sorprendono

e rifletto che non sono solo miei;

nelle dita, nelle gambe, i capelli

e poi anche lo sguardo.

Ti ascolto,

nelle vecchie canzoni,

nelle melodie, negli echi

di rime e di cunti

che ogni volta mi spezzano il cuore

perché eri una donna

ed eri mia madre.

Una goccia di rugiada

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Questa settimana è stata celebrata la GIORNATA MONDIALE DEI COLORI: una di quelle notizie che cadono come gocce di rugiada su foglie appassite che sentono dentro uno strano sfrigolio.

Allora si liberano i pensieri e si vola con la fantasia.

I colori esprimono la bellezza del mondo, un dono che riempie di gioia il cuore. Descrivono spesso i nostri turbamenti, le nostre emozioni; intrecciano quel filo invisibile che attraversa le cose del mondo. Una giornata grigia si lega alla malinconia, alla tristezza, alla nostalgia che non sono brutte cose, fanno parte del nostro modo di essere. Un fiore colorato, un tramonto luminoso, un arcobaleno sono dipinti con colori vivaci che si legano a momenti piĂą sereni. Dove c’è colore c’è vita, bellezza.

BELLEZZA

Azzurro, come il mare

dove si vorrebbe annegare

per soddisfare quel pazzo

desiderio d’immenso.

Bianco, come le onde

che svelte corrono verso la riva

per rinnovare un amore

che mai può finire.

Grigia la roccia

che è  forte come una madre

che attende paziente

il ritorno di un figlio.

Giallo, come il sole al tramonto

in una giornata ventosa

 che ha disperso nell’aria

i suoi mille colori.

Celeste, come il cielo

 abitato da nuvole nomadi

che portano in seno

antiche canzoni.

Bellezza.

Una poesia di qualche tempo fa ma che torna in questa settimana dedicata ai colori.

Come in un quadro

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Molto grata a Luisa Zambrotta per l’invito a partecipare al DECENNIO DI AVVICINAMENTO DELLE CULTURE-Esposizione internazionale virtuale- pubblicherò dieci poesie, una al giorno, per dieci giorni.

10° giorno (ultimo)

Come in un quadro

Il mattino arrivava

annunciato da un’aria

tiepida e dolce.

Tra i rami

di un grande albero

trovavano rifugio

i primi raggi del sole.

Trovavo rifugio

anche io

tra quei rami

abitati da piccoli frutti,

piccole pere

tonde e paffute,

dipinte di giallo e di rosso.

-Buongiorno!-dicevo

E loro,

spiritelli succosi,

mi sorridevano lieti.

-Oggi leggiamo un bel libro.-

Il sole illuminava

il mio viso curioso

e

le guance tonde

dei piccoli frutti

si accendevano

di vivaci colori.

-Si va a scoprire una storia,

si vanno a raccogliere parole!-

E quando ne trovavo

qualcuna

che mai avevo incontrato,

gioivo come quando

sulla battigia

trovavo una bella conchiglia.

L’avevo scoperta,

ormai era mia.

Intanto, dal mare

arrivavano le voci

di un futuro

che aspettava

di divenire presente

della mia vita

in cammino.

Niente

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Molto grata a Luisa Zambrotta per l’invito a partecipare al DECENNIO DI AVVICINAMENTO DELLE CULTURE – Esposizione internazionale virtuale. Pubblicherò dieci poesie, una al giorno, per dieci giorni.

9° giorno

Niente

Son cresciuta

immersa nel NIENTE

di un mondo

che guardava la luna

arava la terra

ascoltava i silenzi

e

i rumori del mare.

Ho aperto la porta del NIENTE

e

ho trovato

la CURA

per le piccole cose

per gli abbracci infiniti

le parole e gli sguardi.

Poi,

chissĂ  come fu,

la porta del NIENTE

si chiuse.

Non ci furono abbracci,

progetti,

canzoni di un tempo lontano.

Si rimase bloccati

nell’attesa che il

NIENTE

tornasse a stupirci.