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Nel 1436 nacque a Königsberg Johan Müller che si fece chiamare col nome latino del suo luogo di nascita, Regiomontanus: Königsberg, infatti, sta per montagna del re, da cui lo pseudonimo. Matematico, astronomo, traduttore, egli incarnò l’ideale dell’uomo rinascimentale, coltivando la passione per i classici ed accogliendo con entusiasmo le novità del suo tempo. Durante i suoi viaggi in Italia, Regiomontano imparò il greco ed ebbe la possibilità di conoscere la cultura classica. Maturò, quindi, il desiderio di raccogliere, tradurre e divulgare le opere dell’antichità. La stampa, grande invenzione del secolo, avrebbe potuto dare al Regiomontano la possibilità di realizzare il suo progetto. Tornato in Germania, impiantò a Norimberga, una stamperia e il primo osservatorio astronomico europeo, da cui osservò la grande cometa del 1472 (poi detta di Halley). Tradusse e commentò un trattato di fondamentale importanza per l’astronomia e la trigonometria: la Sintassi matematica, meglio nota con il nome di origine araba Almagesto, di Claudio Tolomeo.  Trigonometria è una parola che deriva dal greco τρίγωνον = triangolo e μέτρον = misura. Fino al XV secolo la trigonometria fu una trigonometria sferica, cioè una geometria applicata all’astronomia. Nel trattato De triangulis omnimodis del 1464, Regiomontano presentò la trigonometria  come disciplina indipendente dall’astronomia.

Anche Tirrenomaroso amava i numeri. Lui era nato nel mar Tirreno in una data indefinita così come indefinita era stata la data della sua morte. Per secoli aveva viaggiato solcando quel mare che aveva scelto come suo pseudonimo. I numeri che più affascinavano Tirrenomaroso erano i numeri magici, quelli che nascondevano e discutevano di infinito, di mete irraggiungibili e per questo, dominio assoluto della fantasia, dell’irrazionale. Erano questi che nuotavano e vivevano tra le onde scatenando stupore e, per secoli, paura di qualcosa di cui non si poteva parlare se non in termini magici e indefiniti. Numeri aurei e sezioni auree esprimevano una potenza di “ecceterazione” per cui si poteva pensare a una storia che attraversava i mari, saliva su nel cielo, raggiungeva la luna, le stelle e poi tutto l’universo, le galassie. E poi ancora verso un infinito che pulsa dentro ogni uomo spinto dalla curiosità di sapere cosa c’è dopo.