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Come si saluta un caro amico, una persona che ami, qualcuno che devi lasciare? Puoi dire “ciao”.
Ora che gli anni si fanno lenti e assisto alla fine di rapporti su cui ho contato per crescere e capire, vedo cadere come birilli persone a me care. Ho detto già troppi “ciao” ad affetti che come foglie secche sono cadute dall’albero della mia vita a cui, pensavo, erano saldamente attaccati. Ho sempre avuto paura della solitudine, specie di questo tipo di solitudine che insiste a farmi compagnia mentre io la tratto male come fa qualcuno che è stanco della presenza ossessiva dell’altro. Allora, ci sono momenti che vorrei che questo cuore mio la smettesse di volare alto, di sussultare e ancora desiderare. Non è più tempo, penso. Lo dice il tempo, lo dicono i saluti tristi, il mal di schiena e gli acciacchi e tu cuore mio, piccolo Don Chisciotte , stai ancora lottando per un mondo in cui credi solo tu. E quando arriverà il momento di dirmi “ciao”, non guardarmi con commiserazione, non accarezzarmi come se volessi sottolineare la mia fragilità. Io volevo essere forte e nel tuo saluto cerco una promessa.

Camminerò a testa alta

Inseguendo sempre i miei valori

Amando quello per cui ho sofferto

Osando pensare che nulla è stato inutile.