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Castello Ursino-Catania

Un pensiero nacque di notte, come tanti altri. Lui però era nato strano, irrequieto: si girava e rigirava, saltava e poi all’improvviso rimaneva impigliato nei suoi stessi movimenti. Come tutti era fatto di qualcosa. C’erano pensieri composti di sorrisi solitari, altri di risate in compagnia. C’erano pensieri fatti di tristezza e malinconia. Noiosi! Alcuni erano ibridi e non si capiva da dove fossero saltati fuori. Erano un misto di gioia, di arrabbiature, di lacrime e sorrisi. E lui, il pensiero che era nato di notte, era proprio così, era un ibrido. Si infilava spesso nei sogni della gente e svolazzava, facendo confusione, mettendo disordine, scompigliando le storie, interrompendo le trame. Si immergeva ora in uno, ora in un altro sogno che come laghetti appena mossi dal vento accoglievano parole e immagini e parlavano, raccontavano e si tingevano dei tanti colori dell’arcobaleno. Il pensiero ibrido si avvicinò a un laghetto violetto e iniziò ad ascoltarne la voce.

-Una donna, con il cuore giovane e le gambe stanche, usciva ogni notte per dirigersi verso un pozzo dove la luna si specchiava. Riempiva un catino di acqua del pozzo e tornava a casa per annaffiare il suo giardino. Qui crescevano piante che emanavano una forte luce che attraversava gli occhi e arrivava al cuore dove rigogliosi sbocciavano sogni e speranze. Una notte però la donna non vide la luna dentro il pozzo. Non c’era più un goccio di acqua. Sentì all’improvviso il peso degli anni, il tempo trascorso gravare sulle sue fragili spalle e non vide più il tempo futuro. La luna che dal cielo osservava lanciò un’idea che un genio impazzito aveva lasciato sulla sua superficie. L’idea tardò ad arrivare, non trovava la strada per raggiungere la donna che curva e in silenzio lasciava che i tramonti e le albe trascorressero indifferenti al suo dolore.-

-E poi? Riuscì l’idea del genio impazzito a trovare la donna?-

-Certo. La raggiunse e le insegnò l’arte di essere felice, la gioia di avere ancora un cuore dove accogliere la luce del sole e i bagliori della luna. Le insegnò che il pozzo a cui attingere l’acqua dei suoi sogni era dentro di lei.-

Era l’idea di un genio pazzo, ma funzionava. Il pensiero ibrido pensò che anche lui doveva essere un po’ matto. Si convinse che essere un ibrido non era male. Bisognava essere fuori di testa per coltivare ogni giorno la gioia.