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Le cavalle che mi trascinano, tanto lungi, quanto il mio animo lo poteva desiderare mi fecero arrivare, poscia chele dee mi portarono sulla via molto celebrata che per ogni regione guida l’uomo che sa. ………………… L’asse nei mozzi mandava un suono sibilante, tutto in fuoco ( perché premuto da due rotanti cerchi da una parte e dall’altra) allorché si slanciarono le fanciulle figlie del Sole, lasciate le case della Notte, a spingere il carro verso la luce, levatisi dal capo i veli. ……… La dea mi accolse benevolmente con la mano la mano destra mi prese e mi rivolse le seguenti parole: -O giovane che insieme a immortali guidatrici giungi alla nostra casa con le cavalle che ti portano, salute a te! Non è un potere maligno quello che ti ha condotto per questa via ( perché in verità è fuori del cammino degli uomini), ma un divino comando e la giustizia. Bisogna che tu impari a conoscere ogni cosa, sia l’animo inconcusso della ben rotonda Verità sia le opinioni dei mortali, nelle quali non risiede legittima credibilità. Ma tuttavia anche questo apprenderai, come le apparenze bisogna giudicasse che fossero chi in tutti i sensi tutto indaghi.- Sulla natura, vv. 1-32, in I Presocratici, vol.I, pp.269-70
Parmenide, filosofo presocratico nato ad Elea, sulle coste dell’attuale Campania, immagina di fare un viaggio verso la luce, verso la verità. Le figlie del Sole lo portano al cospetto di Dike, la dea della giustizia, che gli rivelerà quale sia la vera conoscenza che, per il filosofo eleatico, è quella razionale, quella che si identifica con la “ben rotonda verità”, come la sfera, uguale in tutte le parti e per questo omogenea. La conoscenza rivelata dalla dea è diversa da quella seguita dai mortali, basata sull’ opinione, sulla doxa, sempre mutabile e per questo destinata a fallire. Dike, per i greci, indicava la giustizia, la misura invisibile che regola tutte le cose, qualcosa originariamente nascosto e poi si rivela, come il sole al suo sorgere. Dike è figlia di Nomos, la legge, ma non c’ è coincidenza tra loro. Le leggi sono scritte dagli uomini e l’ esistenza della legge è un’ evidenza che non c’è giustizia a questo mondo dove gli uomini realizzano un diritto coerente con certe loro premesse.